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[personal profile] chainer_morgana
Titolo Just me

Pairing Brian/Mikey (MCR)

Rating R per i temi, niente sesso.

Summary “Credo che tra noi sia finita” la voce uscì sicura, più ferma di quanto immaginasse. Mikey lo fissò ancora un momento prima di spostare lo sguardo.

Word count 1607

Disclaimer Nulla di tutto ciò è accaduto. Non so nulla delle cause che hanno portato Brian e i MCR a prendere strade diverse e nessuna delle cause di cui parlo qui, che hanno portato il cambiamento di Mikey (da adorabile piccolo Mikey da coccolare a vampiro sexy da farsi contro un muro) è vera. è tutta finzione, dalla prima all'ultima parola ;)

Note L'altra notte soffrivo d'insonnia e il mio morale era sotto le scarpe. Accanto a me c'era un blocknotes bianco: questo è il risultato.
Non c'è happy ending e probabilmente non ce ne sarà mai uno, non penso possa esserci. E' un pezzo triste e scritto per esserlo. Non è neppure stato betato, non mi andava di chiedere a qualcuno di farlo, ma l'ho rivisto copiandolo e se ci sono errori di cui non mi sono accorta sono certa potrete perdonarmi ;)



Mikey salì in auto in fretta, accomodandosi prima di voltarsi verso l’autista. Sorrise debolmente, ma Brian gli diede in cambio solo un cenno della testa.

Nessuno dei due disse niente, spostando lo sguardo a fissare la strada davanti a loro mentre il mezzo si immetteva nel traffico.

Mille volte si era ripetuta quella scena; quando uno dei due era stanco, dopo un litigio, quando il lavoro era stato troppo stressante per lasciar spazio a qualcos’altro, perfino alle parole, eppure mai come quella volta le spalle di Brian erano state tese, mai le labbra di Mikey erano sembrate così secche da non riuscire a muoversi mai più senza tagliarsi, quasi fosse certo che, anche volendo, non avrebbe potuto parlare.

Parlare. Il motivo per cui Brian quel giorno aveva chiesto di vedersi. Niente di strano, se non fosse stato che mai, prima di allora, si erano visti per parlare.

Mikey era sempre salito su quell’auto, a quello stesso incrocio, per scopare, per litigare, qualche volta perfino per lasciarsi convincere che il suicidio non era la soluzione. Brian era andato a prenderlo con quel mezzo centinaia di volte, come amico, come manager, come amante, ma mai, neppure una, gli aveva chiesto di vedersi per ‘parlare’. Quello non era qualcosa che facessero a comando, il rapporto tra loro troppo profondo, la conoscenza troppo intima, per aver bisogno di organizzare un incontro a quello scopo o di addentrarsi davvero in un discorso senza senso, fatto i parole di per se prive di significato, solo per sapere cosa stesse pensando l’altro.

L’auto si fermò nel solito piazzale abbandonato, davanti al vecchio edificio in attesa di essere abbattuto, troppo pericolante perfino per i senza tetto o i ragazzi fuggiti di casa.

Nessuno dei due aprì bocca. Entrambi erano coscienti di cosa sarebbe accaduto quando lo avessero fatto. Mikey lo conosceva troppo bene per non sapere, per non aver già capito. Lui, Brian e Gerard si erano letteralmente salvati a vicenda, confessati segreti talmente profondi che, fino ad un momento prima, non avevano del tutto ammesso neppure a loro stessi. No, a Mikey non servivano le parole, bastavano le spalle tese fino a tremare e lo sguardo perso nel vuoto per capire. Lo sapevano entrambi.

“Brian” sussurrò incerto, solo per vedere se ne era ancora capace, se le sue labbra sapevano ancora formare una parola, un suono sensato.

“Michael, io…”una breve pausa e subito l’uomo si voltò a guardarlo negli occhi, perché almeno quello glielo doveva, perché se stava per dirlo ad alta voce, per renderlo reale, allora avrebbe trovato le palle per farlo nel modo giusto. Poco importava giusto per chi.

Con fatica prese un altro respiro.

“Credo che tra noi sia finita” la voce uscì sicura, più ferma di quanto immaginasse. Mikey lo fissò ancora un momento prima di spostare lo sguardo.

Era convinto di essere un uomo ormai, di essere sicuro di se, a volte quasi troppo per i suoi gusti. Pensava di essersi lasciato alle spalle il timido ed indifeso Mikey, il ragazzino che ogni notte affogava se stesso in alcool e scopate troppo facili solo per riempire un vuoto logorante, per cercare di convincere il mondo che non era solo il moccioso patetico che appariva, il fratello minore, che anche lui meritava attenzione. Credeva di essersi liberato di quella parte di lui che lo aveva tenuto incatenato a whiskey e droghe più o meno legali, di averla uccisa ammettendo che era soltanto lui stesso a pensare di non valer niente, di essere destinato a non essere nessuno, a rimanere solo.

Evidentemente non era così, perché tutto ad un tratto si sentiva di nuovo quel ragazzino, solamente, questa volta, non aveva più gli occhiali e l’aria innocente dietro cui nascondersi.

“Finita?” chiese senza dare una vera inflessione alla parola e Brian annuì.

Non aveva dubbi su ciò che stava probabilmente passando per la testa di Mikey, di quanto lo stesse ferendo, ma non c’erano alternative.

Non poteva continuare così, non poteva consumare entrambi, l’aveva realizzato quando si era trovato con davanti una bottiglia di liquore e in mano una manciata letale di antidepressivi. No, non avrebbe rovinato la vita di entrambi solo per proteggerlo con una presa in giro.

“Non credo di amarti più. Non quanto servirebbe per fare felici entrambi.” Ancora il tono troppo freddo, troppo sicuro. Non gli faceva male pronunciare quelle parole, nessuno dei due aveva dubbi fossero vere, Brian non avrebbe mai detto qualcosa di simile senza pensarlo, a ferirlo era sapere ciò che stavano facendo a Mikey.

Il ragazzo guardò imperturbabile davanti a se, poi fece cenno al cruscotto.

“Hai…Hai qualcosa? Per me…dell’alcool?” La voce gli tremava ma non avrebbe pianto. No, quello era decisamente oltre il pianto, oltre a delle lacrime che aveva versato migliaia di volte nella vita. Quello era oltre qualsiasi cosa che conoscesse, era come essere trascinati per i piedi in un buco buio e sapere già quali mostri aspettano sul fondo.

“No, non ho ripreso,” disse Brian quasi sollevato nel sentire le proprie parole, poi poggiò le dita sul volto dell’altro uomo per farlo voltare. Entrambi sussultarono al tocco. “Mikey, non ricomincerai neppure tu, ok? Lo sto facendo perché so che lo puoi sopportare, che ora sei forte e lo puoi sopportare senza un bicchiere di troppo e l’uccello di uno sconosciuto. Preferivi che continuassi a prenderti in giro? Ad usarti?” il bassista si piantò le unghie nei palmi, concentrandosi sul piccolo dolore.

Voleva urlare, voleva piangere, voleva che Brian mostrasse dei sentimenti, che la smettesse di essere così fottutamente razionale, voleva…

“Avrei preferito che tu potessi amarmi, ma non funziona così, uhu?” disse di colpo, in un tono di rabbia ed ironia che non bastava a nascondere la disperazione.

Brian ignorò di proposito il modo in cui il ragazzo si passò una mano tra i capelli, quel gesto così misurato, attento, che da anni ogni giorno ringraziava il cielo di non dover più vedere. Fu spontaneo mettergli in mano la pila di fogli in quel momento, solo per fermarlo, per non permettergli più di ripeterlo davanti a lui. Non avrebbe potuto ignorarlo ancora, non avrebbe potuto sopportare di essere lui la causa di quel lieve tremito.

“Qui c’è tutto quel che serve. Ho già trovato qualcuno abbastanza bravo da potersi occupare di voi.” Il silenzio.

Mikey non doveva chiedere, le scatole caricate nel bagagliaio parlavano da sole.

Eccolo lì MikeyWay, in grado di non farsi amare neppure da chi gli aveva salvato la vita, incapace a tal punto di tenersi qualcuno da far si che un uomo lasciasse tutto e scappasse dalla città.

“Puoi lasciarmi qui. Sono tutti da Gee, qualcuno mi verrà a prendere.” Dichiarò calmo, troppo freddo per essere reale, anticipando l’altro prima che potesse porgli la domanda. Non aveva bisogno della sua pietà o della sua preoccupazione, così come per anni non aveva avuto bisogno che gli uomini che lo scopavano sapessero il suo nome. Non gli servivano quelle stronzate, non quando sapeva che non c’era nulla di reale dietro. Brian non si sarebbe più preoccupato per lui e nessuno di quegli uomini il giorno dopo si sarebbe ricordato quel ragazzino che si era portato a letto. Perché illudersi? Perché farsi più male del dovuto?

“Mikey…” disse dolcemente Brian, il cuore apparentemente troppo stretto per poter battere. Amava quel ragazzo, profondamente, ma non più come un amante, un compagno, qualcuno con cui condividere la vita. Questo non significava che non avrebbe fatto qualsiasi cosa, qualsiasi, per non farlo soffrire. Ma alternative non ce n’erano e sperava che entrambi lo sapessero.

“Non dire altro B. Non farlo. Non sto neppure piangendo, sto cercando di essere l’uomo forte che mi hai fatto diventare, quindi non…” si fermò, incapace di recitare ancora, di sforzarsi di riuscire a mentire a qualcuno che lo conosceva così bene. Non stava cercando di provare ad essere forte, e neppure un uomo per quanto importasse, non gli interessava farlo. “Vai, chiamo mio fratello.”

Non un’altra parola. Semplicemente Mikey scese dall’auto, allontanandosene senza meta.

Passarono diversi minuti prima che, seduto su un gradino, sentisse il veicolo partire. Non alzò lo sguardo, così come non aveva mai guardato qualcuno rivestirsi e andarsene dopo il sesso: non gli serviva vedere per sapere che per nessuno di loro valeva la pena restare con lui. Neppure MikeyWay era così masochista da guardar andar via l’unico uomo che per un po' l’aveva illuso, che gli aveva fatto credere di valere qualcosa di più, che se anche non si fosse sforzato di essere ciò che gli altri desideravano, quando lo desideravano, non sarebbe diventato un pezzo di arredamento, totalmente invisibile.

Se solo non gli avesse dato retta, se solo si fosse plasmato a ciò che sapeva piacere a Brian, se fosse rimasto quel ragazzo troppo dedito agli altri per pensare a se stesso, era certo che l’uomo non se ne sarebbe andato.

Quando Bob arrivò era ancora seduto nello stesso posto, nella stessa posizione, confuso lui stesso da quanto poco tempo aveva impiegato a scomparire la persona che da anni ormai stava lavorando per costruirsi, come quel ragazzo insicuro, invisibile, fosse tornato in un attimo.

“Mikey, tutto bene? Dov’è Brian?” chiese il batterista, confuso e preoccupato. Il bassista annuì, alzandosi per salire in auto poi, all’ultimo minuto, indicò i fogli con un cenno della testa.

“Andato. Lì ci sono i documenti che ci serviranno.” Rispose solo, senza alcuna spiegazione, prima di salire sul mezzo e scrollare la testa in modo che i capelli, appena troppo lunghi, gli coprissero gli occhi.

Non valeva la pena far preoccupare troppo Bob per ciò che stava accadendo. In fondo lui era solo MikeyWay, nessuno avrebbe dovuto sprecare il proprio tempo turbandosi per ciò che stava provando.

April 2016

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I love MCR, P!ATD, FOB, CS, Empires, TAI, The Cab and more or less all the possible slash combinations of the musicians in those bands. I'm a TV shows addicted and proud of it, almost as much as I am a Tumblr addicted. I could really spend hours on that site, reblogging or just laughing. I have an insane love for my cat, and an amazing girlfriend. And now if you want to know more look at your right and read my entries, all this is just because I needed to write something in the custom box :P